Lungo i selciati storici di Cantiano - Cantiano (Pesaro), Marche - Itinerari
In occasione della Quaresima, vi portiamo sulle strade storiche, naturalistiche e gastronomiche della zona di Cantiano, attraverso un tour originale. Quale migliore comprensorio per un itinerario quaresimale di quello di Cantiano, il Paese della Turba? La quaresima non è necessariamente penitenza, rappresenta infatti, quest'anno, un periodo quasi–primaverile adatto alla scoperta delle rilevanze storiche, gastronomiche e naturalistiche di Cantiano, in attesa di un coinvolgente Venerdì Santo. La spina dorsale della storia e della cultura cantianese è la via Flaminia, che ci sembra il luogo ideale per iniziare il nostro percorso. Precisamente, da Piazza Luceoli ci troviamo nel cuore dell'antico tracciato. Prima di abbandonare la piazza, è d'obbligo una visita al Palazzo Comunale, realizzato in Pietra Corniola murata a calce e arena, in pieno stile rinascimentale. Il consiglio è quello di dirigersi sulla via Fiorucci, una strada tanto bella quanto misteriosa, arcaica. Verrete coinvolti nei giochi di colori che si creano tra i vecchi mattoni e i porticati, una testimonianza fondamentale dell'impianto abitativo del periodo gotico. A proposito di "Luceoli", probabilmente non sapete che era il nome della antica e gloriosa città, distrutta nel 1137, dal quale è nato il castello fortificato di Cantiano. Ora ci dirigeremo in direzione Pontericcioli (circa 4 km), un nucleo tanto piccolo quanto interessante. Innanzitutto perché lungo il tragitto si costeggia il torrente Burano, nel primo tratto della propria corsa verso il Candigliano. Il Burano si presenta a carattere torrentizio, molto infrascato e ricco di trote di pregio. Motivo prioritario della visita a Pontericcioli sono naturalmente i vecchi insediamenti romani, testimoniati dal "Pontone", che ci segnala il bivio sulla destra per entrare nella zona archeologica. Poco piú avanti si trova il ponte "Grosso": due fornici di m. 3,40 di luce con piccolo frangiacque; possenti i conci della ghiera alti fino ad un metro in pietra corniola. Interessanti le ammorsature con andamento spezzato. Ancora un chilometro piú avanti la terza localizzazione, forse la piú interessante, dove recenti scavi hanno iniziato con successo il recupero di un complesso molto promettente composto da almeno due ponti, vari chiavicotti e muri di sostegno. Una deviazione "sconosciuta". A questo punto vi invitiamo ad effettuare una deviazione insolita: da Pontericcioli prendere la direzione Monte Petria (passando per Località Palazzo), anche se la strada non è delle migliori, vi permetterà di osservare una porzione d'incanto dell'Appennino Centrale, per di piú quasi "vergine": perché fino ad ora questa strada è stata battuta solo dai patiti di Mountain Bike locali. A dire il vero, dovrebbe essere lo spirito sportivo ed ecologico a prevalere, suscitando in voi un irrefrenabile voglia di inforcare una bicicletta ed affrontare il Petria con le vostre gambe. In fondo, si tratta di soli 6 km. Prima della discesa, incontriamo, un luogo detto Le Serre un immenso prato dove fermarsi per una merenda a tutta natura. Siamo nella zona dei tratturi battuti dalle transumanze (attivi fino al dopoguerra), e dell'antica "Ara San Maffeo", importante misterioso luogo di culto pre-romano e romano che desta l'interesse degli archeologi. Una volta scesi dal Petria verso il centro abitato di Chiaserna, dove vi chiediamo una pausa gastronomica, tanto per riflettere sul da farsi per le ore a venire. Non dimenticate di ammirare la cupola della chiesa di S.Anastasia, ornata da pregevoli affreschi. A questo punto si potrà decidere se prendere la via del Sentiero Italia, che passa proprio lì accanto, oppure se proseguire per Cantiano. Qualora il tempo non dovesse essere un fattore discriminante del vostro itinerario, potrete pensare addirittura ad un pernottamento, a prezzi competitivi, in questa zona di "esagerata" tranquillità. Percorrendo ancora 4 km, si può chiudere il circuito, trovandosi ancora in Cantiano. Il consiglio è quello di non fermarsi, bensì di sfruttare le ore migliori della giornata per una visita al Bosco di Tecchie, raggiungibile seguendo per S.Crescentino. Prima di giungere a quel paradiso naturale rappresentato dall'area delle "Serre di Burano" (serie di crinali e strette valli) è d'obbligo una sosta alla antichissima pieve di S. Crescentino, che presenta una torre di osservazione particolarmente elevata. Le possibili proposte, una volta giunti nel "Bosco di Tecchie" sono enormi: si pensi che si hanno a disposizione 180 ha di valore faunistico e floristico imperdibili, con le fiorite dell'Orchidea romana i tintinnii caratteristici del Picchio rosso minore. La visita è facilitata essendo il Parco sede di un Centro di Educazione Ambientale. Una volta stanchi di prati e boschi (ammesso che lo possiate mai essere), il consiglio è quello di ripiegare in Cantiano per una visita al nuovissimo museo Archeologico "Giulio Cesare Corsi", che può rappresentare un graditissimo pre-serata all'insegna della storia della civiltà. Il museo si trova nel complesso della Chiesa di S.Agostino, risalente ai primi anni del 1200, e conserva reperti unici, quali pugnali neolitici, bronzetti pre-romanici e lo splendido cippo miliario di Cantiano che segnava le 140 miglia di distanza dall'Urbe.
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